6 marzo 2008

Vota NO al referendum sulla preintesa del CCNL Agenzie Fiscali

Il 6 e 7 marzo ci sarà negli uffici il referendum organizzato da RdB e FLP sull’ipotesi di contratto sottoscritta dai sindacati confederali.
Una preintesa pessima che dopo 27 mesi ci “regala” aumenti che al netto ammontano mediamente a circa 60 euro. Altro che recupero dell’inflazione e emergenza salariale!
Nessuna eliminazione della tassa sulla malattia (art 16 della preintesa). Addirittura, i risparmi derivanti dalla decurtazione dell’indennità di amministrazione per malattia inferiore a 15 giorni andranno ad incrementare il premio di produttività del personale che nel corso dell’anno non ha superato gli otto giorni di assenza per malattia.
Nessuna stabilizzazione di una quota di salario accessorio sullo stipendio base.
L’indennità di amministrazione non va in quota A e rimane non pensionabile.
Inasprimento del sistema disciplinare (art 8) con nuove fattispecie da sanzionare, arrivando a contemplare il licenziamento senza preavviso per chi viene colto in flagranza a commettere reati di concussione, corruzione e peculato e la sospensione della retribuzione da 11 giorni a 6 mesi per i comportamenti tesi ad eludere i sistemi di rilevamento elettronici della presenza e dell’orario e i danni gravi arrecati all’Agenzia e per alterchi di particolare gravità con vie di fatto negli ambienti di lavoro.
La partita contrattuale è ancora aperta, la preintesa va rimandata al mittente!Salario, diritti, garanzie e ordinamento professionale per i lavoratori delle Agenzie.Sfiduciamo i firmatari di questa vergognosa ipotesi di contratto!

5 marzo 2008

27 febbraio 2008

CAPORETTO del CCNL Agenzie Fiscali - Siglato il peggior contratto possibile!


Siamo vicini all’epilogo del CCNL Agenzie Fiscali

Il 25 febbraio all’Aran ci sarà il preoccupante epilogo del CCNL Agenzie Fiscali.
Lo scenario degli ultimi giorni è di una resa incondizionata delle organizzazioni sindacali che sigleranno il contratto.
Tutto ciò sull’aberrante altare delle elezioni politiche, per non disturbare il/i manovratori della campagna elettorale, i partiti e per non scalfire le nuove melasse di partiti vecchi e nuovi.
E intanto la “qualificante” piattaforma sindacale per il contratto, ogni giorno che passa vede uno a uno cadere tutti i punti basilari.
Se per la parte salariale, in ossequio all’accordo di maggio 2007 che sin dall’inizio abbiamo ribadito essere miserrima (11 euro lordi per tutto il 2006, 39 euro per il 2007 e circa 60 euro dal 31-12-2007), non si è mai smosso chiodo, sulle altre richieste che dovevano essere “la madre di tutte le battaglie” piano piano, giorno dopo giorno, trovando la controparte evidentemente irremovibile si è preferito, a fronte della mobilitazione dei lavoratori negli uffici, rimettere la gran cassa in soffitta, sino ad abbassare il profilo della sacrosanta protesta, per arrivare “sotto traccia” all’incontro probabilmente risolutivo del 25 febbraio.
E, quindi, anche i “grandi presidi” che erano stati precedentemente organizzati sotto l’Aran ed altre iniziative sono state cassate.
E, quindi, molto probabilmente dal tavolo contrattuale uscirà il disastro totale, forse con un leggero “addolcimento sperimentale” della detrazione per malattia, mentre per il resto – stabilizzazione del FUA in paga base e indennità di amministrazione pensionabile – registriamo l’ultima pericolosa proposta sindacale (che abbiamo trovato in un dispaccio confederale da libro Cuore), di mercanteggiare la stabilizzazione dell’indennità di amministrazione con altri sperequativi passaggi di fascia economica, forse per indorare la pillola.
Questo contratto e i contenuti che ne deriveranno sono irricevibili, e, dopo quasi 27 mesi di ritardo, l’alibi del governo che non c’è, ormai non regge più.
La responsabilità di quest’ultima beffa per il personale finanziario, lo diciamo chiaro, sono di un’amministrazione sempre più spavalda sulla strada dell’aziendalizzazione e della gestione privatistica (vedi le vicende ultime della procedura art. 18 all’Agenzia delle Entrate) e di chi insieme a loro ha creduto e appoggiato questa “trasformazione”.
Nessuno sconto alle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto questo processo e che sigleranno il contratto.
Ma nessun alibi neanche a chi, dopo tanto bau bau, se la caverà con qualche firma “tecnica” o con qualche roboante nota a verbale.
Ci stiamo preparando al massimo di controinformazione tra i lavoratori contro la firma di un contratto catastrofico!

24 febbraio 2008

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Qualche istantanea cobas...

Siamo vicini all’epilogo del CCNL Agenzie Fiscali

Il 25 febbraio all’Aran ci sarà il preoccupante epilogo del CCNL Agenzie Fiscali.
Lo scenario degli ultimi giorni è di una resa incondizionata delle organizzazioni sindacali che sigleranno il contratto.
Tutto ciò sull’aberrante altare delle elezioni politiche, per non disturbare il/i manovratori della campagna elettorale, i partiti e per non scalfire le nuove melasse di partiti vecchi e nuovi.
E intanto la “qualificante” piattaforma sindacale per il contratto, ogni giorno che passa vede uno a uno cadere tutti i punti basilari.
Se per la parte salariale, in ossequio all’accordo di maggio 2007 che sin dall’inizio abbiamo ribadito essere miserrima (11 euro lordi per tutto il 2006, 39 euro per il 2007 e circa 60 euro dal 31-12-2007), non si è mai smosso chiodo, sulle altre richieste che dovevano essere “la madre di tutte le battaglie” piano piano, giorno dopo giorno, trovando la controparte evidentemente irremovibile si è preferito, a fronte della mobilitazione dei lavoratori negli uffici, rimettere la gran cassa in soffitta, sino ad abbassare il profilo della sacrosanta protesta, per arrivare “sotto traccia” all’incontro probabilmente risolutivo del 25 febbraio.
E, quindi, anche i “grandi presidi” che erano stati precedentemente organizzati sotto l’Aran ed altre iniziative sono state cassate.
E, quindi, molto probabilmente dal tavolo contrattuale uscirà il disastro totale, forse con un leggero “addolcimento sperimentale” della detrazione per malattia, mentre per il resto – stabilizzazione del FUA in paga base e indennità di amministrazione pensionabile – registriamo l’ultima pericolosa proposta sindacale (che abbiamo trovato in un dispaccio confederale da libro Cuore), di mercanteggiare la stabilizzazione dell’indennità di amministrazione con altri sperequativi passaggi di fascia economica, forse per indorare la pillola.
Questo contratto e i contenuti che ne deriveranno sono irricevibili, e, dopo quasi 27 mesi di ritardo, l’alibi del governo che non c’è, ormai non regge più.
La responsabilità di quest’ultima beffa per il personale finanziario, lo diciamo chiaro, sono di un’amministrazione sempre più spavalda sulla strada dell’aziendalizzazione e della gestione privatistica (vedi le vicende ultime della procedura art. 18 all’Agenzia delle Entrate) e di chi insieme a loro ha creduto e appoggiato questa “trasformazione”.
Nessuno sconto alle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto questo processo e che sigleranno il contratto.
Ma nessun alibi neanche a chi, dopo tanto bau bau, se la caverà con qualche firma “tecnica” o con qualche roboante nota a verbale.
Ci stiamo preparando al massimo di controinformazione tra i lavoratori contro la firma di un contratto catastrofico!